Migliaia di docenti attendono ora di conoscere la propria posizione e, soprattutto, di capire quali concrete possibilità potranno aprirsi nelle prossime settimane.
Perché gli elenchi regionali sono così importanti
L’obiettivo degli elenchi regionali è quello di ampliare le possibilità di assunzione degli idonei dei concorsi, consentendo loro di essere inseriti anche in regioni diverse rispetto a quella nella quale hanno sostenuto la procedura concorsuale.
Si tratta di uno strumento introdotto per favorire la copertura dei posti vacanti e disponibili che potrebbero restare scoperti dopo le tradizionali operazioni di reclutamento.
In altre parole, gli elenchi regionali permettono all’Amministrazione di attingere ad una platea più ampia di candidati idonei, aumentando le possibilità di coprire le cattedre rimaste disponibili e riducendo il ricorso alle supplenze annuali.
Cosa succede dopo la pubblicazione delle graduatorie
La pubblicazione degli elenchi non coincide ancora con l’assunzione.
Questa fase serve innanzitutto a rendere note le posizioni degli aspiranti all’interno delle graduatorie regionali.
Successivamente il Ministero dell’Istruzione e del Merito dovrà definire il contingente autorizzato delle assunzioni per il prossimo anno scolastico, sulla base dei posti vacanti e delle autorizzazioni che arriveranno dal Ministero dell’Economia e delle Finanze.
Una volta determinato il numero delle immissioni in ruolo autorizzate, gli USR procederanno alle operazioni di nomina seguendo l’ordine previsto dalla normativa e utilizzando anche gli elenchi regionali laddove ve ne siano i presupposti.
Per questo motivo la posizione occupata all’interno degli elenchi assume un’importanza decisiva.
Come sono formate le graduatorie
Gli elenchi regionali sono predisposti per ogni regione e per ciascuna classe di concorso.
L’ordine di collocazione non dipende soltanto dal punteggio ottenuto dai candidati, ma segue precisi criteri fissati dal DM n. 68/2026.
Il primo elemento considerato è la procedura concorsuale di provenienza.
La priorità viene attribuita ai concorsi più risalenti nel tempo, sulla base della data di pubblicazione del relativo bando.
Quali concorsi hanno la precedenza
L’ordine previsto dal decreto è il seguente:
Concorso ordinario secondaria di primo e secondo grado (DD n. 499/2020);
Concorso ordinario infanzia e primaria (DD n. 498/2020);
Concorso straordinario secondaria (DD n. 510/2020);
Concorso ordinario STEM (DDG n. 252 del 31 gennaio 2022);
Concorso per l’educazione motoria nella scuola primaria (DDG n. 1330/2023);
Concorso PNRR1 secondaria (DDG n. 2575/2023);
Concorso PNRR1 infanzia e primaria (DDG n. 2576/2023);
Concorso PNRR2 secondaria (DDG n. 3059/2024);
Concorso PNRR2 infanzia e primaria (DDG n. 3060/2024).
Ciò significa che gli idonei provenienti dalle procedure più datate saranno collocati prima rispetto agli idonei dei concorsi banditi successivamente.
Le due sezioni che compongono ogni graduatoria
Per ciascuna procedura concorsuale gli aspiranti vengono inseriti in due diverse sezioni.
Nella prima sezione trovano posto coloro che hanno sostenuto il concorso nella stessa regione per la quale chiedono l’inserimento.
Nella seconda sezione vengono invece collocati i candidati che hanno partecipato alla procedura concorsuale in una regione diversa.
La distinzione non è secondaria: il sistema riconosce infatti una priorità ai candidati che hanno svolto il concorso nella medesima regione.
Il ruolo del punteggio
Una volta individuata la procedura concorsuale e la sezione di appartenenza, la posizione in graduatoria viene determinata dal punteggio complessivo ottenuto nelle prove concorsuali.
Vengono sommati:
punteggio della prova scritta;
punteggio della prova orale.
Prevale quindi il candidato che ha ottenuto il risultato complessivo più elevato.
In caso di parità trovano applicazione i titoli di preferenza previsti dall’articolo 5, comma 4, del DPR n. 487 del 9 maggio 1994.
Le prime regioni che hanno pubblicato gli elenchi
Le pubblicazioni sono iniziate proprio oggi e, nelle prossime ore e nei prossimi giorni, interesseranno progressivamente tutte le regioni italiane.
Secondo gli aggiornamenti disponibili al 13 giugno, i primi elenchi regionali risultano pubblicati da:
Piemonte;
Friuli Venezia Giulia;
Umbria;
Basilicata.
È quindi attesa nelle prossime settimane una vera e propria corsa alla consultazione delle graduatorie da parte dei candidati, che potranno finalmente verificare la propria collocazione e iniziare a valutare le concrete prospettive di assunzione per il prossimo anno scolastico.
La pubblicazione degli elenchi regionali apre infatti ufficialmente la fase che porterà alle immissioni in ruolo 2026/27.




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